Attenzione al PELLET CONTAMINATO. Potreste averlo in casa! Ecco come riconoscerlo

Pellet contaminato

Ormai l’avvento delle stufe a a Pellet ha davvero cambiato il modo di riscaldare le nostre case. Un tempo si ricorreva al gasolio, il quale è carissimo e ha poco rendimento…
Da sempre ci sono state stufette e camini ma il Pellet ha davvero sbancato ogni pronostico.
Come ogni novità che si rispetti, le sacchette costavano molto poco e riscaldarsi era conveniente se paragonato a ciò che s doveva spendere per la legna o altro…Oggi che il mercato fa gola a tutti…i prezzi si sono impennato e anche gli acquirenti di stufe e caldaia e pellet.
MA SAPETE CHE C’E’ IL RISCHIO DI AVERE IN CASA DEL PELLET CONTAMINATO DA METALLI PESANTI?
IN FONDO ALL’ARTICOLO TROVERAI DEI CONSIGLI UTILISSIMI PER RICONOSCERE E CAPIRE SE IL CIO’ CHE USI E’ PELLET CONTAMINATO. LEGGI


Di furbetti ce ne sono molti, e capita anche che voi in buona fede abbiate acquistato sacchi con una composizione taroccate…Magari li state anche bruciando e respirate l’aria nella quale si dissolvono tali sostanze...
I minerali che hanno reso il Pellet contaminato sono: nichel, cromo, zinco, cadmio e rame. I metalli erano presenti anche in concentrazioni significative.
Già qualche anno fa ci siamo trovati avanti a casi di contaminazione come questo ed è per tale motivo che tocca tenere gli occhi aperti ed essere preparati quando andiamo a comprare il pellet.
E’ per tale motivo che oggi vi diamo delle direttive utilissime per riconoscerne la buona qualità.

– GUARDARE LA CONSISTENZA: La pressatura è sinonimo di calore garantito, infatti l’aumento del potere calorifico rispetto al legno naturale sta proprio nella sua densità.
– NON ACQUISTARE SACCHETTE CHE APPAIONO RIGONFIATE: questo potrebbe significare la presenza di umidità. Tale condizione fa perdere al prodotto gran parte del potere calorifico e al contempo aumenta i fumi emessi durate la combustione.
– LEGGERE ATTENTAMENTE LE INDICAZIONI DELL’ ETICHETTA: Essa deve riportare l’origine del legno, il potere calorifico, il contenuto di cenere (non deve mai essere superiore a 1 altrimenti la stufa viene danneggiata), la durabilità e l’eventuale presenza di leganti, nonché loro qualità e concentrazione. Occhio ai leganti, i quali possono contenere alte quantità di elementi tossici.
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Pellet chiaro e scuro LA QUALITA’ DEL LEGNO: il migliore da utilizzare è quello composto da segatura vergine di faggio e di abete. Essi hanno una resa migliore. Per riconoscerli essi devono avere una colorazione chiara e non scura (come potete vedere nella foto accanto).
Se fossero troppo scuri potrebbero contenere maggiori quantitativi di collanti e formaldeide. DUNQUE DIFFIDATE!

– FARE LA PROVA del nove: Prima di fare la scorta, è bene fare un piccolo esperimento. Acquistate una sola sacchetta e prendete una manciata di pellet. Immergetelo in una ciotolina piana di acqua: se andrà a fondo vorrà dire che è di qualità, se invece galleggia vuol dire che non è adeguatamente denso, per cui E’ SCADENTE!
Potrete anche bruciare un campione del vostro pellet. In questo caso IL COLORE DELLA FIAMMA SARA’ IL CAMPANELLO D’ ALLARME: se la fiamma è chiara ed omogenea con sfumature bianche, allora il pellet sarà puro e di buona qualità, se invece la fiamma è scura o tendenzialmente blu e accompagnata da piccole scintille vorrà dire che il pellet è pieno di colle ed al suo interno vi è troppa aria. DUNQUE E’ MEGLIO CAMBIARE FORNITORE O TIPOLOGIA DI SACCHETTA! .

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